Bologna (mercoledì, 7 ottobre 2026) — Dopo il tutto esaurito registrato alla Mole Antonelliana di Torino, “Fare l’Europa” arriva a Bologna per la seconda tappa del suo percorso territoriale. L’appuntamento è domenica 11 ottobre al DumBO, con una serata che unisce racconto storico, podcast, confronto e partecipazione del pubblico. La partecipazione è gratuita previa iscrizione: clicca qui.
Promossa dalla Commissione europea e realizzata da 20e30, “Fare l’Europa” è una campagna nazionale che parte da cinque storie italiane per raccontare alcuni passaggi decisivi della costruzione europea e riportarli dentro le domande del presente.
Da Messina a Roma: l’Europa come esercizio di scelta
Se la prima tappa torinese è partita dalla figura di Edoardo Amaldi e dalla costruzione della cooperazione scientifica europea, a Bologna il racconto entra direttamente nel cuore della politica. Baravalle e Pregliasco porteranno dal vivo la storia che conduce dalla Conferenza di Messina ai Trattati di Roma: un passaggio nel quale il futuro dell’integrazione europea era tutt’altro che scontato e nel quale differenze, interessi nazionali e visioni diverse dovettero trovare un punto di incontro. È il tema al centro del secondo episodio del podcast, “La prima pietra – Dal congresso di Messina ai trattati di Roma”, in uscita il 19 ottobre.
La serata sarà condotta da Federica Magistro, co-founder e Head of Communication di Rassy, che guiderà poi un dialogo con Alessandro Giordani, Deputy Director e Head of Unit della Commissione europea, e Giulia Tariello, esperta di public diplomacy e già EU Youth Delegate alle Nazioni Unite, per portare la discussione dalla storia alle scelte che l’Europa è chiamata ad affrontare oggi.
Parteciperà inoltre Gaia Lucrezia Russo, contribuendo a collegare il racconto storico ai linguaggi e alle domande delle nuove generazioni. Non solo ascolto: Bologna mette sulla bilancia le scelte europee.
Anche la tappa bolognese non sarà costruita come una conferenza tradizionale. Il pubblico sarà coinvolto direttamente attraverso “La Bilancia d’Europa”, il dispositivo partecipativo ideato per la città. Ogni partecipante sarà chiamato a prendere posizione su alcuni dilemmi concreti: dalla rapidità delle decisioni europee al ruolo degli Stati, dagli investimenti comuni all’autonomia nazionale, dalla transizione verde ai suoi costi sociali, fino al rapporto tra allargamento dell’Unione e riforma delle sue istituzioni. Non si tratta di individuare risposte giuste o sbagliate: l’obiettivo è rendere visibile ciò che spesso resta nascosto nel dibattito pubblico, perché ogni scelta comporta priorità, rinunce e compromessi.
Le indicazioni raccolte durante la serata confluiranno in “La Bilancia d’Europa – Le scelte di Bologna”, una restituzione visuale costruita a partire dalle posizioni espresse dal pubblico e accompagnata da una sintetica “Carta delle scelte di Bologna”. La componente visuale sarà curata da Kalla, che tradurrà gli input raccolti durante l’esperienza in una restituzione artistica destinata a proseguire la vita dell’evento anche oltre la serata.
Dal primo episodio alla tappa di Bologna – La tappa arriva a pochi giorni dall’avvio della serie podcast nazionale di “Fare l’Europa”.
Dal 5 ottobre è infatti disponibile il primo episodio, “Edoardo Amaldi e il sogno europeo dello Spazio”. Il secondo episodio, dedicato al percorso dalla Conferenza di Messina ai Trattati di Roma e collegato direttamente alla serata bolognese, sarà pubblicato il 19 ottobre. La serie, di Lorenzo Baravalle e Lorenzo Pregliasco, sarà composta da cinque episodi e attraverserà alcuni passaggi decisivi della storia europea partendo ogni volta dall’Italia: dalla cooperazione scientifica e spaziale alla nascita della Comunità economica europea, dall’Atto Unico Europeo alla scelta europeista di Alcide De Gasperi, fino alla storia di Sofia Corradi e alla nascita dell’Erasmus.
Dopo Bologna, il percorso territoriale di “Fare l’Europa” proseguirà a Lecce, con un appuntamento dedicato alla mobilità europea, alle opportunità che ha aperto e alle barriere che ancora oggi possono limitarne l’accesso.
Una campagna nazionale che parte dai territori
“Fare l’Europa” nasce da una tesi semplice: l’Italia non è stata soltanto destinataria del processo di integrazione europea, ma uno dei luoghi nei quali l’Europa è stata immaginata, negoziata e costruita.
Alla vigilia del 70° anniversario della firma dei Trattati di Roma, il progetto ripercorre alcuni momenti
cruciali del percorso europeo dal secondo dopoguerra a oggi, utilizzando la storia come strumento per
leggere questioni che riguardano direttamente il presente.
La campagna tiene insieme una dimensione nazionale, affidata alla serie podcast, e una dimensione territoriale, attraverso tre eventi a Torino, Bologna e Lecce. Il principio è comune: trasformare l’ascolto in un’esperienza pubblica nella quale le persone siano chiamate anche a scegliere, confrontarsi e lasciare una traccia visibile del proprio contributo.
Le dichiarazioni
“Il passaggio da Messina ai Trattati di Roma racconta molto bene quanto poco ci fosse di inevitabile nella costruzione europea. Dietro quello che oggi consideriamo acquisito ci sono stati fallimenti, interessi diversi, negoziati e soprattutto la capacità di trovare un punto di incontro quando le posizioni di partenza erano lontane. Raccontare questa storia oggi significa anche chiedersi se quella capacità di scegliere insieme sia ancora possibile.” – Lorenzo Baravalle e Lorenzo Pregliasco, autori della serie podcast Fare l’Europa.
“Il compromesso viene spesso percepito come una rinuncia o come il segno di una politica incapace di decidere. La storia dell’integrazione europea mostra invece quanto la capacità di costruire accordi tra Paesi, interessi e sensibilità diverse sia stata essenziale per trasformare un progetto in istituzioni, diritti e opportunità concrete. Bologna è il luogo ideale per riportare questa domanda dentro il presente.” – Claudio Casini, Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia.
“La risposta ricevuta a Torino, con il sold out raggiunto in meno di un’ora e una partecipazione composta per oltre il 90% da giovani, ci ha confermato una cosa importante: esiste uno spazio per parlare di Europa alle nuove generazioni senza ridurre tutto a una lezione istituzionale. A Bologna facciamo un passo ulteriore. Non chiediamo al pubblico soltanto che cosa pensa dell’Europa, ma lo mettiamo davanti alla difficoltà concreta di scegliere tra priorità diverse. Perché, in fondo, è esattamente così che l’Europa è stata costruita.” – Mattia Angeleri, coordinatore operativo della campagna Fare l’Europa.
Last modified: Ottobre 6, 2026


