Bologna (giovedì, 5 novembre 2026) — Dopo la calorosa e partecipata accoglienza di Black Lions, Roman Wolves alla Berlinale – Forum 2026, il maestro del cinema Haile Gerima, fra le figure più importanti del cinema panafricano e della diaspora etiope, presenterà il suo film-monumento in diverse città italiane tra il 2 e il 17 novembre: Firenze, Torino, Roma, Bologna, Milano e Padova, dando vita a un dibattito necessario sul passato coloniale del nostro Paese.
Il tour di Gerima, che prende il titolo Se l’ascia dimentica, l’albero ricorda, da un proverbio etiope, è un’iniziativa dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e Rete Yekatit 12-19 febbraio, sostenuta da numerose istituzioni culturali locali e a Bologna farà tappa il 10 e 11 novembre grazie alla collaborazione con il Comune di Bologna – Biblioteca Amilcar Cabral e Cineteca di Bologna.
Martedì 10 novembre, il cinema Modernissimo ospiterà la proiezione integrale di Black Lions, Roman Wolves (Etiopia-USA/2026, 531′) a cura di Cineteca di Bologna. La proiezione è su prenotazione, biglietto unico a 5 euro, sul sito di Cineteca.
A partire dalle 10.30, sarà la scrittrice italo- etiope Gabriella Ghermandi, della Rete Yekatit 12-19 febbraio, a introdurre i cinque episodi del film, seguita, alle 19.30 dall’incontro con il regista Haile Gerima e con la vicesindaca Emily Marion Clancy. A ingresso libero con prenotazione qui.
Mercoledì 11 novembre, Haile Gerima sarà alla Biblioteca Amilcar Cabral con la coproduttrice del film e sua compagna di vita Shirikiana Aina Gerima, per un incontro con il pubblico. Interverranno: la delegata del Sindaco alle Nuove cittadinanze Erika Capasso, Gabriella Ghermandi, Mariana Califano, Nadia Mohamed Abdelhamid, Siid Negash, Semhar Tesfalided insieme a Daniela Ricci e Micaela Veronesi, curatrici del tour in Italia e Shirikiana Aina produttrice del documentario.
L’incontro intende contribuire a un dibattito sul passato coloniale del nostro Paese, proponendo un confronto costruttivo e capovolgendo lo sguardo su un trascorso comune e sui luoghi della memoria e del rimosso coloniale.
In collaborazione con GEMMA (Erasmus Mundus Master’s Degree in Women’s and gender studies). Traduzione dall’amarico a cura di Zeleke Eresso Goffe. Ingresso libero. Qui maggiori informazioni.
Black Lions, Roman Wolves è un’ossessione lunga trent’anni” ha dichiarato Haile Gerima “che ha trasformato la mia stessa idea di narrazione. È una storia di memoria, o meglio, del mio diritto a ricordare una vicenda completamente dominata dalle narrazioni europee; un potere che non possiede solo le risorse, ma anche il diritto di proprietà assoluta sugli archivi di questo specifico evento storico, che riguarda il secondo o terzo tentativo italiano di colonizzare il mio Paese, l’Etiopia”.
La storia del colonialismo italiano in Etiopia, e in particolare della seconda invasione del 1935-1941 voluta da Mussolini e caratterizzata dall’uso di gas tossici e dalla pratica sistematica di crimini di guerra, resta a tutt’oggi un capitolo largamente rimosso dalla memoria e dalla narrazione storica condivisa in Italia. Manca infatti un percorso strutturato di elaborazione pubblica attraverso la didattica e progetti culturali dedicati all’approfondimento di quella fase storica, le cui tracce sono tuttora riconoscibili nella persistenza del razzismo, nella percezione delle comunità afrodiscendenti e nella relazione tra l’Italia e i paesi del Corno d’Africa.
Con il proverbio Se l’ascia dimentica, l’albero ricorda, il progetto assume una forte valenza simbolica, e propone un confronto costruttivo capovolgendo lo sguardo su un passato comune e sui luoghi della memoria e del rimosso coloniale. Il tour italiano di Black Lions, Roman Wolves rappresenta un’operazione culturale di portata eccezionale, sia per la statura dell’autore – Haile Gerima è tra i più importanti registi del cinema panafricano e della diaspora – sia per la natura dell’opera stessa – 540 minuti, frutto di trent’anni di ricerca e lavoro, che affronta con ampiezza e profondità senza precedenti l’invasione italiana dell’Etiopia e le sue eredità, leggendola in prima persona. Il film offre inoltre un’occasione unica di confronto non solo sui temi trattati ma anche sulla restituzione delle immagini e sulla risignificazione degli archivi coloniali.
Il tour di Black Lions, Roman Wolves, alla presenza del regista e della co-produttrice Shirikiana Aina, è in continuità con il progetto del 2022 “Visioni del rimosso. Il cinema di Haile Gerima”, realizzato dall’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, che insieme alla Rete Yekatit 12-19 febbraio ne promuove il percorso a tappe nelle diverse città, con la collaborazione di un ampio spettro di istituzioni: cineteche, festival cinematografici, università, istituzioni culturali e cinematografiche, associazioni.
La circuitazione del film continuerà anche dopo il tour, con proiezioni in altre città italiane, dibattiti e approfondimenti in ambiti pubblici e didattici.
Bio Haile Gerima
Haile Gerima è nato nel 1946 a Gondar, in Etiopia. È cresciuto sotto l’influenza dei racconti della madre, insegnante, della nonna e del padre, uno scrittore, drammaturgo ed ex combattente della resistenza contro i colonialisti italiani.
Dopo un breve periodo presso il Creative Art Center dell’Università Haile Selassie, Gerima è emigrato negli Stati Uniti nel 1967 per frequentare la Goodman School of Drama di Chicago, per poi trasferirsi alla UCLA School of Theater, Film and Television di Los Angeles per studiare cinema.
Durante gli studi è entrato a far parte di un gruppo di studenti afroamericani, nativi americani, chicani, asiatici e internazionali che mettevano in discussione e si ribellavano alle tradizioni cinematografiche occidentali dominanti. All’UCLA ha diretto i cortometraggi Hour Glass (1971) e Child of Resistance (1972), seguiti dal film per il Master of Fine Arts Bush Mama (1976) e da Harvest 3,000 Years (1976), che gli ha valso il primo riconoscimento internazionale con il Gran Premio al Festival di Locarno.
Nell’estate del 1975, Gerima si è trasferito a Washington, D.C. per insegnare cinema alla Howard University. Successivamente ha diretto il pluripremiato Ashes & Embers (1982), che non ha trovato distribuzione negli Stati Uniti, e i documentari Wilmington 10-U.S.A 10,000 (1979) e After Winter: Sterling Brown (1985), incentrato sul leggendario scrittore afroamericano di Washington D.C.
Gerima ha prodotto la sua celebre opera epica, Sankofa (1993), per la quale ha vinto il premio per la miglior fotografia al Festival Pan-Africano FESPACO in Burkina Faso. L’acclamata e ambiziosa storia della rivolta di schiavi in una piantagione è stata inizialmente snobbata dai distributori statunitensi.
Attraverso la mobilitazione delle comunità di attivisti e un intenso lavoro culturale, Gerima ha coinvolto le comunità afroamericane organizzando proiezioni da tutto esaurito in numerosi cinema del Paese. Dopo Adwa. An African Victory (1999), ha diretto Teza (2008), vincitore del Premio Speciale della Giuria e della Miglior Sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia, del Tanit d’oro e altri quattro premi al Carthage Film Festival, oltre allo Stallone d’oro di Yennenga al FESPACO.
Insieme alla moglie, la regista Shirikiana Aina, ha creato la società di distribuzione Mypheduh Films e la casa di produzione Negodgwad Productions, entrambe dedicate al cinema indipendente afroamericano. Nel 1996 ha fondato il Sankofa Video, Books & Café a Washington, D.C., uno spazio culturale e intellettuale destinato all’autoespressione collettiva, al dibattito e all’analisi tramite mostre, proiezioni e presentazioni di libri. Nel 2003 l’Independence Film Festival di Washington D.C. gli ha conferito il premio alla carriera (Lifetime Achievement Award).
Gerima continua a distribuire e promuovere autonomamente i suoi film. È Professore Emerito alla Howard University e tiene conferenze e workshop sulla sceneggiatura e la regia alternativa negli Stati Uniti e all’estero. Nel 2021 ha ricevuto il Vantage Award dall’Academy Museum of Motion Pictures.
Nel 2026, Gerima ha ricevuto il premio onorifico Berlinale Camera (Berlinale Kamera) durante la 76ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino.
Last modified: Novembre 5, 2026


