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Approvata la seconda Variante al Piano Urbanistico Generale

Bologna (venerdì, 31 luglio 2026) — Il Consiglio comunale ha approvato la delibera di adozione della seconda Variante al Piano Urbanistico Generale.

Dopo l’assunzione di dicembre 2025, la Variante è stata presentata pubblicamente ai cittadini e alle cittadine e discussa durante incontri di consultazione con i Quartieri e le relative commissioni, oltre che con gli Ordini professionali e le associazioni di categoria. Nel periodo di deposito sono arrivate 101 osservazioni contenenti 245 richieste, alcune delle quali sono stata accolte, perché suggerivano modifiche migliorative alla disciplina, senza contraddirne gli obiettivi.

La Variante 2 introduce le Aree di tutela dellʼabitabilità del centro città e viene riconosciuta la necessità di dotarsi di un Regolamento di gestione delle locazioni brevi turistiche che introduca misure diversificate nelle varie parti delle città. Per meglio allinearsi con le norme regionali, alcune osservazioni hanno portato alla revisione degli alloggi turistici classificati come B3, escludendo quelli che prevedono ospitalità e prima colazione nell’abitazione di residenza o abituale dimora, a conduzione familiare e in un’ottica di sharing economy.

Inoltre nelle Aree di tutela più carenti di Edilizia residenziale sociale, circa corrispondenti alla parte di città interna ai viali, si impedisce il ricorso al “trasferimento dellʼobbligo realizzativo e di gestione” e la quota di ERS dovrà essere realizzata in loco dal soggetto promotore dellʼintervento, anche in edificio diverso da quello di intervento ma comunque nella stessa area.

La Variante interviene anche sulle quote ERS dovute per i diversi tipi di intervento, includendo anche i più piccoli (non dovute sotto i 1.500 mc e comunque ridotte sotto i 7.000 mc). In seguito alle osservazioni si assume un principio di ERS equivalente, aprendo a incrementi o diminuzioni dellʼERS in base alla tipologia di offerta, alla durata nel tempo (oltre i 20 anni) e/o al target sociale di riferimento; si introduce la vendita convenzionata per la sola quota oltre il 20%, mantenendo anche la possibilità introdotta in assunzione del rent to buy; si estende il concetto di permuta anche ad alloggi da realizzare e cedere successivamente, eventualmente anche su lotti di proprietà comunale messi a disposizione dallʼAmministrazione in diritto di superficie tramite le apposite procedure di legge.

Per quanto riguarda lʼiscrizione dellʼimmobile allʼAlbo degli immobili resi disponibili per la rigenerazione urbana, funzionale al cambio di destinazione e che prevede l’assunzione di una serie di impegni sull’applicazione di  prezzi calmierati da parte dei proprietari, a seguito delle osservazioni sono stati rimodulati gli usi di partenza degli interventi soggetti allʼiscrizione, escludendo gli interventi che partono da usi residenziali o ricettivi, oppure da usi che riguardano singole unità immobiliari, quali ad esempio attività direzionali, commercio in strutture di vicinato, artigianato, piccole attività di pubblico esercizio. 

Si conferma il parametro di densità per le parti di città da rigenerare, estendendone però l’applicazione anche ai lotti contigui e alle aree ad altezza omogenea, e vengono revisionate le norme per le aree specializzate prossime ai tessuti residenziali, per garantire interventi abitativi di qualità.

Per incrementare lʼofferta di alloggi in affitto attraverso meccanismi virtuosi, si aggiunge la possibilità di riutilizzare temporaneamente come abitazioni le unità immobiliari dismesse, sfitte o sottoutilizzate destinate a uffici o servizi ospedalieri e socio-sanitari, qualora vengano affidate in locazione alla Fondazione Abitare Bologna in qualità di gestore.

Sul fronte del rischio idrogeologico, è stato aggiornato il quadro prescrittivo per le aree potenzialmente interessate da alluvioni, nelle more dell’aggiornamento del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni regionale. A seguito di osservazioni si sono ampliate le possibilità di trasferimento di volumetrie esistenti al di fuori delle “Aree fluviali dove de-sigillare”, ammettendo che avvengano anche mediante interventi di Ristrutturazione urbanistica e non solo con Accordo operativo.

Infine, per perseguire l’obiettivo di una città attenta alle disuguaglianze di genere, la Variante introduce la Valutazione di impatto di genere (VIG) del Piano, in analogia a quanto già fatto per la Valutazione del possibile impatto sanitario (VIS), e, con lo scopo di declinare l’aspetto della salute e di promuovere ulteriormente la parità di genere, aggiunge la richiesta di una specifica valutazione degli interventi urbanistici su tali temi.

La Variante 2 sarà ora inviata al Comitato urbanistico metropolitano per valutarne la coerenza con la legge regionale. Infine, tra fine 2026 e inizio 2027, tornerà in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. 

Parallelamente, il Consiglio ha anche approvato il primo avviso pubblico per promuovere l’attuazione del PUG tramite Accordi Operativi, esito anche del percorso di partecipazione avviato a febbraio scorso e articolato in due incontri pubblici e una consultazione on line rivolta alla cittadinanza. Il bando raccoglie gli obiettivi strategici contenuti nei disegni programmatici di mandato (quali Città della Conoscenza, Impronta Verde, Bologna Verde, Missione Clima, Bologna città 30, Piano per lʼabitare) e ne declina i temi specifici a cui i proponenti degli interventi dovranno rispondere.
L’avviso non ha una scadenza e rimarrà aperto fino alla sua eventuale revoca o modifica: sarà quindi sempre possibile presentare proposte.

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Last modified: Luglio 31, 2026
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