Bologna (lunedì, 28 luglio 2025) — La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna all’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, riconosciuto colpevole di concorso nella strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, nella quale persero la vita 85 persone e oltre 200 rimasero ferite. Con la stessa sentenza, sono stati confermati anche sei anni di carcere per l’ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel, accusato di depistaggio, e quattro anni per Domenico Catracchia, imputato per aver fornito false informazioni ai magistrati.
di Virginia Spennacchio
Il rappresentante dell’accusa, il sostituto procuratore generale Antonio Balsamo, ha ritenuto solide le prove raccolte, sostenendo che la ricostruzione dei fatti da parte della Corte d’Assise d’Appello di Bologna fosse pienamente coerente e rispettosa dei principi del diritto penale garantista. La difesa di Bellini aveva presentato 18 motivi di ricorso, tra cui la richiesta di nuove perizie tecniche e la riapertura di alcune testimonianze, ma tutti sono stati rigettati come infondati o inammissibili.
Nel frattempo, Paolo Bolognesi, storico presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, ha annunciato le sue dimissioni dopo quasi trent’anni, indicando come suo successore Paolo Lambertini, figlio di una delle vittime. Bolognesi ha motivato la decisione con l’età avanzata e la volontà di lasciare spazio a nuove energie.
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha espresso gratitudine verso la città e le istituzioni per la determinazione dimostrata nel corso degli anni nel chiedere verità e giustizia. Lepore ha sottolineato l’importanza di queste sentenze, che chiariscono responsabilità e contesto della strage, inquadrandola all’interno della strategia della tensione. Ha inoltre elogiato il lavoro della magistratura, delle forze dell’ordine e della società civile.
L’attentato, considerato il più grave nel dopoguerra italiano, fu opera dei neofascisti dei NAR. Le indagini hanno portato alla condanna di diversi esecutori materiali, mentre il mandante fu individuato nel capo della loggia massonica P2, Licio Gelli, in collaborazione con settori deviati dei servizi segreti.
Last modified: Luglio 28, 2025

