Scritto da 11:14 am Bologna, Cronaca, Top News

Fondazioni universitarie sotto osservazione: la Corte dei conti E-R contesta la gestione di Unibo e Unimore

Bologna (mercoledì, 2 luglio 2025) — La Corte dei conti dell’Emilia-Romagna ha pubblicato un’approfondita relazione sui rapporti tra atenei regionali e fondazioni, evidenziando varie criticità emerse durante l’analisi delle annualità 2021-2022. L’indagine, condotta con il supporto della Guardia di Finanza, ha interessato in particolare l’Università di Bologna (Unibo) e l’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore), soffermandosi sul tema dei finanziamenti pubblici a soggetti privati.

di Virginia Spennacchio

Nel caso di Bologna, l’attenzione si è concentrata sulla Bologna Business School (BBS), una fondazione di partecipazione creata anche con contributi pubblici provenienti dall’ateneo, ma che beneficia di capitali privati provenienti dal mondo imprenditoriale. Tra i rilievi principali figura il trasferimento gratuito a BBS di Villa Guastavillani, un immobile situato sulle colline bolognesi, oltre a un finanziamento di 600.000 euro destinato alla manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura.

Particolarmente significativo è il caso di un milione di euro assegnato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) a Unibo per istituire un centro studi meteorologico, ma che l’ateneo ha invece trasferito al fondo vincolato della BBS. La Corte ha contestato la mancanza di un’autorizzazione ministeriale per questa operazione e ha precisato che si configura come un trasferimento indiretto di fondi pubblici a un soggetto privato, pratica che richiederebbe una procedura comparativa per garantire trasparenza e correttezza. Inoltre, durante le verifiche, non sono stati trovati riscontri sull’effettiva attivazione del centro meteo.

Per quanto riguarda Unimore, la Corte ha puntato il dito sulla Fondazione Marco Biagi. Nel 2008 l’ateneo ha conferito alla fondazione un edificio di grandi dimensioni precedentemente assegnato dall’Agenzia del Demanio nel 2002, senza richiedere alcuna autorizzazione, violando così le disposizioni relative alla gestione dei beni pubblici.

La Corte ha sottolineato come queste operazioni possano compromettere la corretta gestione delle risorse pubbliche, ribadendo l’importanza di garantire controlli stringenti e un uso trasparente dei fondi destinati all’istruzione e alla ricerca.

Condividi la notizia:
Last modified: Luglio 2, 2025
Close