Bologna (giovedì, 23 luglio 2026) — Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, arriva a Bologna per esprimere vicinanza agli agenti della Polizia di Stato rimasti feriti durante gli violenti scontri avvenuti durante la manifestazione per Fakir, il 42enne morto al quartiere Pilastro.
Il leader della Lega ha incontrato il prefetto, il questore e una rappresentanza degli agenti, invitandoli ad attendere gli esiti delle indagini, in quanto l’autopsia darà il vero risultato sulle cause della morte dell’uomo, anzichè le dicerie di piazza che accusano i miliari ponendo un dubbio sulla loro professionalità. Gli agenti avevano il taser, ma hanno scelto di non utilizzarlo per evitare eccessi e invece i militari non solo si sono presi gli insulti ma anche le botte.
Nel corso della visita il ministro è tornato anche a parlare dei disordini scoppiati dopo il presidio istituzionale convocato dal sindaco Matteo Lepore in piazza Nettuno: “Secondo le stime, in quella piazza c’erano tante persone perbene e poi, per dieci ore, un centinaio di poliziotti ha fronteggiato tremila delinquenti. Ci sono agenti con mesi di prognosi, fratture, stampelle e fasciature”. Salvini precisa di non attribuire al sindaco la responsabilità delle violenze, ma critica la scelta di convocare il presidio prima che fossero chiariti i fatti. “Questo non significa che il sindaco abbia organizzato o istigato le violenze. Però, se si convoca una piazza senza avere ancora tutti gli elementi per capire cosa è successo, lasciando supporre che la polizia possa essere corresponsabile della morte di un innocente, e poi qualcuno devasta la città, spero che la prossima volta qualcuno ci pensi due volte”.
Last modified: Luglio 22, 2026


