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Scuola bolognese tra ritardi e carenze: l’anno parte con mille supplenze e Ata scoperti

Bologna (lunedì, 25 agosto 2025) — A pochi giorni dal suono della campanella, il nuovo anno scolastico in Emilia-Romagna si apre sotto il segno delle emergenze. A Bologna e provincia, infatti, mancano ancora docenti, personale di sostegno, collaboratori scolastici e figure amministrative, con conseguenze che rischiano di pesare sull’avvio delle lezioni già dal 1° settembre.

di Virginia Spennacchio

Il nodo più urgente riguarda gli incarichi annuali per il personale Ata. Le convocazioni dalle graduatorie permanenti non sono ancora partite e, secondo la Flc Cgil, questo ritardo mette a rischio la continuità lavorativa di chi ha contratti in scadenza il 31 agosto. Nel precedente anno scolastico, solo nella provincia di Bologna, erano stati autorizzati quasi 300 posti in deroga, mentre in tutta la regione si superavano le 2.200 unità. Quest’anno, però, le procedure procedono a rilento: soltanto un terzo dei posti vacanti è stato messo a disposizione e l’assegnazione definitiva richiederà ancora diversi giorni.

Il quadro delle scuole bolognesi restituisce una situazione preoccupante. Alcuni istituti, come l’Itc Gaetano Salvemini o l’Ipsar Luigi Veronelli, registrano la metà dei posti amministrativi scoperti, mentre per i collaboratori scolastici si segnalano gravi carenze in realtà di grandi dimensioni come l’IIS Belluzzi-Fioravanti, con quindici posti vuoti su ventidue.

A queste difficoltà si aggiunge il tema delle supplenze. A livello regionale, si stima che oltre 4.500 cattedre saranno assegnate a precari, mille delle quali solo a Bologna. Le discipline di lingua inglese e il sostegno rappresentano i settori più colpiti. Mancano insegnanti specializzati e, nonostante i corsi di formazione promossi a livello nazionale, i ritardi burocratici hanno impedito di abilitare in tempo i nuovi docenti. Secondo la Uil Scuola, solo a Bologna saranno necessarie tra le 1.000 e le 1.500 supplenze sul sostegno, mentre i posti formalmente autorizzati non superano i 750.

Il problema non riguarda soltanto insegnanti e Ata. In tutta la regione restano scoperti ventisei incarichi di dirigente scolastico, che verranno coperti con reggenze, mentre le famiglie degli alunni con disabilità denunciano una riduzione del 20% delle ore garantite dagli educatori delle cooperative.

I sindacati chiedono risposte immediate. La Flc Cgil ha sollecitato un incontro con l’Ufficio scolastico territoriale per fissare un calendario certo delle operazioni, mentre la Cisl Scuola avverte che almeno il 30% delle cattedre sarà affidato a supplenti. Senza interventi rapidi, l’anno scolastico 2025-26 rischia di partire con la consueta “supplentite”, aggravando precarietà e discontinuità didattica.

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Last modified: Agosto 25, 2025
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