Bologna — Doveva essere un’esperienza formativa internazionale, un progetto scolastico capace di aprire lo sguardo sul mondo. Si è trasformato invece in giorni sospesi tra allerte e attese. Tra gli studenti del Liceo Malpighi bloccati a Dubai c’è anche Sofy Blandini, 15 anni, partita con i compagni per partecipare al progetto “Ambasciatori del Futuro”. Ora racconta una quotidianità segnata dall’incertezza, ma anche dalla solidarietà tra amici.
di Paola Capitanio
“Siamo tutti all’Hotel Meridiane – spiega – tranne due ragazze che si trovano in altre strutture. Il cielo in questo momento sembra libero, non vediamo missili. Le ultime ore sono state più tranquille rispetto ai giorni precedenti: stanotte abbiamo ricevuto solo un it-alert sul telefono”. Parole che cercano di rassicurare, mentre sullo sfondo resta la tensione legata all’escalation militare tra Israele, Stati Uniti e Iran, che ha coinvolto anche l’area del Golfo.
Il gruppo di cinque studenti bolognesi è al sicuro, seguito dai tutor e ospitato in una struttura ritenuta protetta. Ma l’aspetto più difficile, racconta Sofy, è quello emotivo. “Ci sono momenti di sconforto, in cui sento tantissimo la mancanza dei miei genitori e dei miei amici. È il lato più duro di questa esperienza”.
Nonostante tutto, i ragazzi cercano di sostenersi a vicenda. “Quando arrivano le allerte o uno di noi è più giù, ci supportiamo. Siamo fortunati, perché siamo in un posto sicuro e seguiti da adulti attenti. Sappiamo che c’è chi sta vivendo situazioni molto peggiori”.
In attesa della riapertura dello spazio aereo e del rientro in Italia, la speranza è una sola: tornare presto a casa, portando con sé una lezione che nessun libro avrebbe potuto insegnare.
Last modified: Marzo 3, 2026


