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Università, più fondi per gli atenei: Emilia-Romagna e Marche in crescita

Bologna (lunedì, 1 settembre 2025) — Il Fondo di finanziamento ordinario destinato alle università italiane segna un aumento significativo per il 2025, raggiungendo quota 9,4 miliardi di euro. Rispetto al 2024, l’incremento è di 336 milioni. Si tratta dello strumento principale attraverso cui il ministero dell’Università e della ricerca assicura risorse per docenza, ricerca e funzionamento degli atenei.

di Virginia Spennacchio

Il decreto firmato dalla ministra Anna Maria Bernini garantisce benefici anche per Emilia-Romagna e Marche, che registrano rispettivamente un +2,69% e un +2,1% sullo scorso anno. In Emilia-Romagna, il totale degli stanziamenti sfiora il miliardo, attestandosi a 868,5 milioni di euro.

Guardando ai singoli atenei, Bologna riceve oltre 461 milioni, con un aumento del 2,74%. Ferrara ottiene 130 milioni e fa segnare la crescita più alta della regione (+4,71%). Modena e Reggio Emilia si fermano a 130,8 milioni (+1,07%), mentre Parma raggiunge 146,5 milioni (+2,26%). Complessivamente, rispetto al 2019 l’incremento regionale è di oltre il 31%, a testimonianza di un trend in forte consolidamento.

Per le Marche, lo stanziamento complessivo arriva a 229,7 milioni di euro. L’università Politecnica delle Marche, con sedi ad Ancona e in altre città della regione, beneficia di 88 milioni (+3,8%). Camerino riceve 41,3 milioni, Macerata 41,4 e Urbino 58,7 milioni: per questi ultimi tre atenei la crescita si attesta intorno all’1%.

Accanto agli aumenti del Fondo ordinario, sono stati confermati interventi specifici sulla facoltà di Medicina. Dopo la prima sperimentazione del 2024, i fondi destinati alla riforma raddoppiano e passano da 25 a 50 milioni. Le risorse finanzieranno il nuovo modello che prevede il superamento del numero chiuso attraverso l’introduzione di un semestre aperto e successivi esami di merito. La distribuzione dei fondi tra gli atenei avverrà nelle prossime settimane in base al numero degli iscritti.

La Conferenza dei Rettori ha accolto positivamente il decreto, evidenziando come l’incremento, soprattutto delle risorse non vincolate, rappresenti un passo avanti per garantire maggiore autonomia nella programmazione didattica e scientifica. Un aspetto ritenuto particolarmente rilevante in un periodo caratterizzato dall’aumento dei costi di gestione e delle spese per il personale.

Il quadro generale mostra dunque una tendenza positiva per il sistema universitario italiano, che potrà contare su più risorse per consolidare la propria offerta e rafforzare ricerca e innovazione.

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Last modified: Settembre 1, 2025
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