“Megaliti, promozione, aeroporto che cresce, stazione come snodo nazionale. Tutto questo richiama persone in città, ma mentre le si chiama si mettono restrizioni proprio sugli affitti brevi. È qui che nasce il paradosso”. Così Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare, associazione proprietari immobiliari, interviene nel dibattito sui Megaliti in Piazza Maggiore e sulle politiche turistiche cittadine.
“Bologna Welcome parla di una occupazione media del 78,1% del comparto alberghiero tra gennaio e novembre 2025. È un dato molto alto: se gli alberghi sono già vicini all’80%, è evidente che il comparto extra-alberghiero, composto da B&B e affitti brevi, è stato indispensabile per reggere fiere, eventi e grandi afflussi”, commenta Alberto Zanni. “Eppure – prosegue Zanni – si continua a raccontare una città che inaugura grandi attrattori e grandi opere dando per scontato che a reggere l’urto dell’arrivo siano, ancora una volta, i proprietari immobiliari, attraverso le seconde case e i B&B”.
Negli ultimi anni la proprietà immobiliare ha risposto a una domanda crescente di turismo di studio, lavoro temporaneo, eventi e permanenze medie. C’è poi da aggiungere a questo un merito che non viene mai riconosciuto: i proprietari immobiliari si sono di fatto sostituiti a una parte del welfare cittadino, offrendo soluzioni abitative dove le politiche pubbliche non arrivavano.
Invece da una parte si spingono politiche che aumentano i flussi, dall’altra si pensa di bloccare gli affitti brevi, che oggi permettono a chi visita la città di gestire in modo autonomo il proprio budget. “È una scelta che ignora il funzionamento reale dell’economia urbana – aggiunge Zanni -. Aumentare la domanda e ridurre l’offerta produce un solo effetto, i prezzi salgono. Aumenta il costo delle notti in albergo e il turismo si seleziona per reddito. Ma il turismo d’élite non fa girare l’economia diffusa: non sostiene i piccoli negozi, non tiene in equilibrio il tessuto commerciale. Una città funziona solo se coinvolge tutte le fasce”.
Attrarre senza accogliere è marketing privo di politica urbana, se si confondono le due cose, quando arriva il conto, lo paga la città. “Per questo, dico – conclude Zanni – che gli affitti brevi non sono il problema. Il problema è governare la città a compartimenti stagni”. 1
Zanni (Confabitare): “Megaliti come attrattiva, ma poi la gente dove dorme?”


