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Frecciarossa 9330, addio alle fermate serali in Emilia: polemiche e disagi per i pendolari

Bologna — La decisione di Trenitalia di eliminare, dal 15 dicembre, tutte le fermate serali del Frecciarossa 9330 lungo la via Emilia sta provocando un’ondata di critiche da parte di amministratori, associazioni e pendolari. Il treno, che parte da Roma Termini alle 19:50 e arriva a Milano Centrale poco dopo mezzanotte, rappresentava l’unico collegamento diretto della sera verso Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Con la nuova programmazione, l’unica fermata intermedia rimarrà Reggio Emilia AV Mediopadana, lasciando scoperti i principali centri della regione.

di Paola Capitanio

A denunciare il cambiamento è stato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Lorenzo Casadei, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta. Secondo Casadei, la soppressione delle fermate cancella un servizio fondamentale per “lavoratori, pendolari, studenti e turisti”, costretti ora a prevedere un cambio a Bologna Centrale. Una soluzione considerata impraticabile da molti viaggiatori, soprattutto per chi deve affrontare lo spostamento tra la stazione AV sotterranea e i binari di superficie, spesso con bagagli, bambini o ridotte capacità motorie.

Le preoccupazioni non riguardano solo la comodità, ma anche la filosofia complessiva del servizio ferroviario. Casadei parla di scelte “in contrasto con l’obiettivo di una mobilità capillare e sostenibile”, sottolineando come la linea storica lungo la via Emilia rimanga un asse strategico per gli spostamenti regionali.

Dura anche Federconsumatori, che definisce la decisione “una strategia miope”, criticando in particolare l’assenza di comunicazione da parte di Trenitalia. L’associazione denuncia come i cambi d’orario siano stati resi noti solo tramite i canali di vendita, senza alcun confronto preventivo con territori e utenti. Chiede inoltre alla Regione di intervenire “in maniera urgente e risolutiva”, sollecitando l’azienda ferroviaria a fornire motivazioni documentate del provvedimento, invece di rifarsi alla generica “scarsa frequentazione”.

Il timore è che questa scelta anticipi una progressiva marginalizzazione del servizio lungo la via Emilia, penalizzando migliaia di viaggiatori che ogni giorno attraversano uno dei corridoi ferroviari più importanti del Paese.

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Last modified: Novembre 24, 2025
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