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A Bologna le zone rosse resteranno in vigore fino a marzo 2027

Bologna (martedì, 22 settembre 2026) — Le zone rosse resteranno in vigore fino al 31 marzo 2027: a comunicarlo sono stati il procuratore capo di Bologna Paolo Guido, il sindaco Matteo Lepore e i vertici provinciali delle forze di polizia, al termine della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica di questa mattina.

La scelta è arrivata in merito ai dati degli ultimi mesi, insieme ai risultati delle attività di prevenzione e controllo, ha portato il Comitato a confermare la misura.

La proroga sarà formalizzata con un apposito provvedimento del prefetto e consentirà di mantenere attivi gli strumenti di prevenzione previsti dalla normativa nelle aree individuate. Le disposizioni possono essere applicate, in presenza dei requisiti stabiliti dalla legge, nei confronti di persone che mettano in atto comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti, tali da ostacolare la libera fruizione degli spazi pubblici o creare un concreto pericolo per la sicurezza. Ma dietro la proroga c’è soprattutto un dato: nei mesi scorsi, proprio nelle zone sottoposte a maggiore vigilanza, la diminuzione dei reati è risultata più marcata rispetto alla media cittadina.

Nel primo semestre del 2026, i reati denunciati nell’intero Comune di Bologna sono diminuiti del 13,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nelle zone a vigilanza rafforzata la flessione è stata invece del 29,9%. Il dato più significativo arriva dalla Bolognina, dove la diminuzione complessiva indicata dalle istituzioni raggiunge il 58,3%. Nel dettaglio, le rapine sono scese del 75%, i furti del 74,4% e i reati legati agli stupefacenti del 31,2%.

Numeri accompagnati da un’attività di controllo particolarmente intensa. Tra Bolognina e zona della stazione, nei primi sei mesi dell’anno, sono state controllate quasi 40mila persone e sono stati disposti circa 120 allontanamenti. I servizi hanno inoltre portato al sequestro di sette chili di droga, al controllo di 89 esercizi pubblici e 1.888 veicoli, a 78 sanzioni amministrative e all’esecuzione di 209 provvedimenti di espulsione.

La decisione arriva dopo mesi nei quali proprio l’efficacia delle zone rosse è stata al centro del confronto sulla sicurezza a Bologna. Nel settembre 2025, Matteo Lepore aveva tracciato un bilancio molto diverso tra le varie aree della città: “La zona rossa ha funzionato in piazza XX Settembre, ma è evidente che dopo un anno non ha funzionato in Bolognina”, aveva detto il sindaco, indicando in particolare la persistenza dello spaccio tra i problemi del quartiere.

Pochi mesi dopo, nel gennaio 2026, in occasione della proroga e dell’ampliamento delle aree a vigilanza rafforzata, Lepore aveva corretto in parte il tiro: “La zona rossa va bene, ma non basta”, chiedendo maggiore attenzione non soltanto per la Bolognina, ma anche per San Donato e la zona Irnerio.

Oggi i dati restituiscono dunque un quadro profondamente cambiato soprattutto in Bolognina. Questo non significa, però, che il calo dei reati possa essere attribuito automaticamente alle sole zone rosse: nello stesso periodo sono stati rafforzati controlli, presidi e operazioni ad alto impatto delle forze dell’ordine.Ed è proprio su questo insieme di interventi che il sindaco ha insistito nelle sue più recenti dichiarazioni sulla sicurezza. Alla Festa dell’Unità, Lepore ha rivendicato il lavoro svolto sulla Bolognina, a partire dall’esposto consegnato alla Procura dopo circa un anno di raccolta di elementi e segnalazioni e discusso anche in sede di Comitato per l’ordine pubblico.

Pur mantenendo un giudizio critico sulle zone rosse, definite in generale uno strumento “inadeguato”, Lepore ha sottolineato di avere scelto la strada della collaborazione con Prefettura e Governo. Una collaborazione che, secondo il sindaco, ha prodotto risultati concreti anche attraverso il confronto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Tra questi c’è il nuovo posto di Polizia della Bolognina, realizzato in locali messi a disposizione e ristrutturati dal Comune e con il personale assegnato dal Viminale. All’inaugurazione dello scorso giugno il ministero dell’Interno indicava 16 agenti già operativi nel presidio.

Lepore ha inserito nello stesso quadro anche la nuova caserma dei carabinieri al Pilastro, realizzata dal Comune, la riqualificazione di piazza XX Settembre e il percorso condiviso con la Prefettura sulle zone rosse. Un approccio che il sindaco ha definito un “modello bolognese efficace”, rivendicando la collaborazione tra istituzioni anche in presenza di distanze politiche.

La proroga fino alla primavera del 2027 si inserisce quindi in una strategia più ampia. Già a giugno la Prefettura riferiva di oltre 18mila persone controllate dall’inizio dell’anno nelle zone rosse e di tre operazioni ad alto impatto alla settimana. Con il nuovo provvedimento continueranno i servizi coordinati di prevenzione e controllo del territorio da parte delle forze di polizia. L’obiettivo indicato dalla Prefettura è consolidare i risultati raggiunti e garantire sicurezza e piena fruibilità degli spazi pubblici.

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Last modified: Settembre 22, 2026
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