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Aggressione al Pilastro: soccorritori picchiati dai figli di una donna deceduta

Bologna (mercoledì, 1 ottobre 2025) — È stata una notte drammatica quella vissuta tra lunedì 29 e martedì 30 settembre al Pilastro, quartiere alla periferia di Bologna. Due fratelli, di 25 e 29 anni, sono stati arrestati dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile con l’accusa di lesioni a personale sanitario in concorso e resistenza a pubblico ufficiale, dopo aver aggredito i soccorritori che avevano tentato di salvare la loro madre.

di Virginia Spennacchio

I sanitari del 118 erano stati chiamati d’urgenza in un’abitazione di via Pilastro per una donna di 60 anni, di origine congolese, colpita da un improvviso malore. Nonostante l’arrivo tempestivo – appena sette minuti dalla chiamata, come ha poi sottolineato l’Ausl – e i ripetuti tentativi di rianimazione, la donna è deceduta poco dopo. Una perdita che i due figli non hanno accettato, esplodendo in urla e accuse contro l’equipaggio sanitario, colpevole, a loro dire, di non aver fatto abbastanza.

Dalle minacce si è presto passati ai fatti: i fratelli hanno colpito i soccorritori con calci e pugni, provocando ferite giudicate guaribili tra i due e i sette giorni. La situazione si è fatta ancora più pericolosa quando anche i carabinieri intervenuti sono stati affrontati con aggressività. I militari, però, sono riusciti a immobilizzare i due giovani e a riportare la calma in una scena che aveva già attirato l’attenzione del vicinato.

Portati in caserma, i due uomini sono stati dichiarati in arresto ma, su disposizione della Procura, successivamente rimessi in libertà, in assenza dei requisiti per l’applicazione di misure coercitive.

Durissima la condanna dell’Azienda sanitaria: la direttrice generale Anna Maria Petrini ha espresso vicinanza al personale aggredito, definendo l’accaduto “un atto intollerabile” e annunciando che l’Ausl si costituirà parte civile nei procedimenti giudiziari. “Colpire chi ogni giorno è al servizio della vita e della salute delle persone – ha detto – è un gesto gravissimo che non può trovare alcuna giustificazione”.

Il caso ha riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza degli operatori sanitari, sempre più spesso vittime di episodi di violenza durante i loro interventi di soccorso.

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Last modified: Ottobre 1, 2025
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