Bologna (martedì, 14 luglio 2026) — Si riapre l’attenzione sulla riqualificazione dell’ex caserma Sani di Bologna, oggetto negli ultimi anni di un oneroso progetto che prevede la realizzazione di spazi residenziali, negozi e servizi; a stonare però l’abbattimento di 390 alberi.
Un’area militare considerata da sempre strategica per lo sviluppo del vicino Tecnopolo, in particolare per accogliere i ricercatori che arriveranno al Dama, a patto che, secondo la nuova amministrazione, che il progetto sia rivisto sia a livello ambientale che sociale, perchè la rigenerazione della Sani deve essere coerente con le esigenze di tutti. In questo senso la Regione sembra voler fare la sua parte e aiutare il progetto a concretizzarsi.
Da qui, la firma, nella tarda mattinata di lunedì, dell’accordo tra Regione, Comune e Città metropolitana che sancisce la gestione unica a livello istituzionale del Tecnopolo di Bologna: “Questo patto cambia il futuro urbanistico dell’area – mette in chiaro Lepore – se non c’è sostenibilità e se non c’è interesse pubblico, allora non ci interessa. Non possiamo insediare qui migliaia di ricercatori senza fare un salto di qualità sulle soluzioni abitative, che siano accessibili e a basso costo. Ragionare in chiave metropolitana anche in questo sarà molto importante”.
Conclude il sindaco di Bologna: “Non possiamo essere la città più attrattiva e anche quella più ingiusta e costosa. Non possiamo permetterci di avere una città a due velocità e avere solo l’élite di chi si può permettere di vivere e studiare qui. Vogliamo redistribuire a tutti la nostra eccellenza ed essere un grande ascensore sociale per il Paese. Oggi siamo uno dei pochi motivi per cui i giovani restano in Italia, dobbiamo decidere se vogliamo continuare a esserlo anche in futuro”.
Last modified: Luglio 14, 2026


