Bologna (domenica, 29 giugno 2025) — Un fiume arcobaleno ha invaso Bologna: circa 40 mila persone hanno partecipato sabato al Rivolta Pride, partito dai Giardini Margherita e concluso al Parco della Montagnola. Una manifestazione che ha messo al centro i diritti LGBTQIA+ ma anche la solidarietà internazionale, in particolare verso la Palestina e il Pride di Budapest, vietato dal governo ungherese.
di Virginia Spennacchio
Sette carri, musica, travestimenti colorati e striscioni hanno animato il corteo, accompagnato da slogan come “Non c’è Pride finché dura il genocidio a Gaza”. Presenti anche figure istituzionali, come la vicesindaca Emily Clancy e l’assessore Michele Campaniello, insieme a migliaia di giovani e famiglie arcobaleno.
Forte la presa di posizione politica del coordinamento Rivolta Pride, che ha ribadito il rifiuto di ogni forma di colonialismo e la necessità di unire la lotta per i diritti queer a quella per la libertà dei popoli. “Non possiamo parlare di autodeterminazione dei corpi senza autodeterminazione dei territori”, si legge nel manifesto.
Grande attenzione anche all’accessibilità: il percorso era adatto alle persone in carrozzina e prevedeva aree di decompressione sensoriale, distribuzione di acqua e presenza di interpreti LIS.
Dopo la manifestazione, la festa è proseguita in vari locali cittadini, con dj set e performance queer. Tra i protagonisti, anche DJ Falafel, musicista palestinese che ha portato in consolle un mix di sonorità arabe e mediterranee.
Last modified: Giugno 29, 2025

