Granarolo dell’Emilia (sabato, 28 giugno 2025) — Un momento di distrazione, un gesto fatto tante volte, e la vita di Mattia Ferrari, 23 anni, è cambiata per sempre. L’anno scorso, mentre stava facendo manutenzione a una pressa per il fieno nell’azienda agricola dove lavorava, ha perso tutte le dita della mano destra.
di Virginia Spennacchio
«Non credevo che avrei più potuto usare la mia mano», racconta oggi Mattia, che invece è riuscito a riprendere molte attività quotidiane grazie a una protesi di ultima generazione.
Dopo l’intervento d’urgenza che aveva salvato la mano, ma non le dita, il giovane si è rivolto all’Officina Ortopedica Maria Adelaide di Torino. Qui gli è stata applicata una protesi mioelettrica parziale, la I-Digits Quantum, che utilizza motori indipendenti per ogni dito e permette di eseguire oltre trenta tipi di prese diverse.
«Sto imparando poco alla volta, ma già adesso riesco a fare cose che pensavo impossibili», spiega Mattia, felice di poter tornare a gesti semplici come afferrare un oggetto o compiere lavori manuali.
Il direttore del centro, Roberto Ariagno, sottolinea come le protesi parziali siano tra le più complesse da adattare: «Mattia ha avuto una capacità di adattamento straordinaria. I progressi sono stati rapidi e siamo fiduciosi che potrà riacquistare una manualità quasi completa».
Il percorso di riabilitazione è ancora lungo, ma Mattia guarda avanti con entusiasmo. «Non mi sento più fermo, adesso so che posso tornare a vivere normalmente», conclude.
Last modified: Giugno 28, 2025

