Bologna (martedì, 1 luglio 2025) — L’Italia, insieme a molti Paesi europei, sta affrontando un’ondata di calore eccezionale, con temperature che in diverse città superano i 36 °C e punte vicine ai 40 °C, soprattutto al Sud. La durata e l’intensità di questo caldo hanno spinto molte regioni ad adottare misure urgenti per proteggere i lavoratori più esposti, come quelli impiegati nei cantieri, nei campi, nelle cave o nei vivai.
di Virginia Spennacchio
In assenza di un intervento coordinato da parte del governo, ogni regione si sta muovendo in modo autonomo, introducendo ordinanze specifiche che variano per durata e modalità. Lazio, Umbria, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Toscana, Campania, Sardegna e Puglia hanno già attivato provvedimenti che prevedono la sospensione delle attività all’aperto dalle 12:30 alle 16 nei giorni a rischio, fino al 31 agosto.
Per stabilire se una giornata è considerata pericolosa, le aziende possono consultare il sito worklimate 2.0, sviluppato dal Consiglio nazionale delle ricerche e dall’INAIL. Qui è possibile verificare il livello di rischio in base al tipo di attività e alle condizioni meteo. Se la zona risulta colorata in rosso, significa che il pericolo è alto e il lavoro deve fermarsi nelle ore indicate.
Anche la Lombardia, dopo un iniziale scetticismo, ha deciso di introdurre un’ordinanza simile, valida dal 1° luglio al 15 settembre. L’Emilia-Romagna, invece, ha incluso nell’ordinanza anche i lavoratori impegnati sui piazzali della logistica. Altre regioni come Marche, Friuli Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto e Trentino-Alto Adige, per ora, si limitano a fornire raccomandazioni generali alle aziende, suggerendo di aumentare le pause, distribuire acqua e riorganizzare gli orari.
Secondo le previsioni, il caldo potrebbe persistere almeno fino al 5 o 6 luglio, a causa dell’anticiclone africano che blocca l’arrivo di correnti fresche. Solo alcuni temporali al Nord potrebbero portare un sollievo temporaneo.
Last modified: Luglio 2, 2025


