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Strage di Bologna, ergastolo confermato a Bellini: “Ora la verità è completa”

Bologna (martedì, 1 luglio 2025) — Con la conferma da parte della Corte di Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, si chiude definitivamente il capitolo giudiziario sugli esecutori materiali della strage di Bologna del 2 agosto 1980, in cui persero la vita 85 persone e altre 200 rimasero ferite. I giudici della sesta sezione penale, al termine della camera di consiglio, hanno respinto i ricorsi presentati dalla difesa di Bellini e degli altri imputati, confermando le condanne già emesse.

di Virginia Spennacchio

Oltre all’ergastolo per Bellini, sono state confermate anche le pene per Piergiorgio Segatel, ex capitano dei carabinieri, condannato a sei anni per depistaggio, e per Domenico Catracchia, amministratore di alcuni immobili romani, condannato a quattro anni per aver fornito false informazioni al pubblico ministero.

Il procuratore generale Antonio Balsamo, durante la requisitoria, aveva parlato di un quadro probatorio solido contro Bellini, indicato come colui che portò la valigia contenente l’esplosivo che alle 10:25 fece crollare parte della stazione ferroviaria. La sentenza è stata accolta con grande soddisfazione dalle parti civili. L’avvocato Andrea Speranzoni, legale dell’associazione dei familiari delle vittime e degli enti locali, ha sottolineato come si sia arrivati a un traguardo fondamentale dopo anni di battaglie per giustizia e verità. Oggi, ha aggiunto, si conoscono mandanti, finanziatori e dettagli cruciali sull’attentato e sulle operazioni di depistaggio che seguirono, confermando il ruolo della strage nella strategia della tensione.

Determinante per l’accusa è stata anche la testimonianza dell’ex moglie di Bellini, che lo riconobbe come l’uomo ripreso in un filmato amatoriale alla stazione la mattina dell’esplosione. La Cassazione ha ribadito la piena coerenza della decisione con le precedenti sentenze che avevano già condannato Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini, quest’ultimo ritenuto responsabile di aver fornito supporto logistico e documenti falsi agli esecutori materiali.

Il procuratore generale ha evidenziato come questa decisione rappresenti un passo essenziale verso la piena realizzazione del diritto alla verità, un diritto che appartiene non solo ai familiari delle vittime, ma a tutto il Paese, colpito dal più grave attentato terroristico della storia repubblicana. La sentenza arriva a sei mesi di distanza dalla conferma dell’ergastolo per Cavallini, accusato di aver ospitato e sostenuto Mambro, Fioravanti e Ciavardini nella fase precedente alla strage, fornendo anche un’auto e documenti falsi necessari per mettere in atto l’attacco.

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Last modified: Luglio 1, 2025
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