Emilia Romagna (mercoledì, 22 luglio 2026) — Secondo l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, relativo al primo semestre del 2026, le liste d’attesa della sanità dell’Emilia-Romagna presentano buone percentuali di ripresa, rispetto al 2025, nonostante restino comunque al di sotto della media nazionale.
I dati dell’Emilia-Romagna
Per quanto riguarda le prime visite specialistiche, la percentuale è salita dal 72,8% al 77,2%, comunque al di sotto della media nazionale (78,5%). Per gli esami diagnostici le cose vanno un po’ meglio: dall’83,3% all’88,3%, superando anche la media nazionale dell’84,6%.
Relativamente alle prime visite, come detto, l’Emilia-Romagna rimane sotto l’80%, anche se ci sono stati dei significativi progressi rispetto al semestre precedente.
Prime visite: la classifica
Parlando di prime visite, e tenendo conto dei tempi di garanzia, la migliore regione in Italia è la Basilicata, dove il 98,9% delle visite viene fatto nei tempi di garanzia. Sopra il 90% anche le Marche (94,5%), il Lazio, il Veneto (91,5%). A seguire il resto delle regioni: Molise (88,8%), Calabria (86,6%), Campania (84,5%), Liguria (82,9%), Lombardia (81,8%), Sicilia (79,7%), Provincia Autonoma di Bolzano (78,5%), Valle d’Aosta (77,7%), Emilia-Romagna (77,2%), Toscana (77,2%), Abruzzo (73,5%), Piemonte (71,5%), Friuli-Venezia Giulia (67,9%), Sardegna (64,1%), Umbria (63,7%), Puglia (55,7%) e Provincia Autonoma di Trento (54,7%).
Esami diagnostici: la classifica
Per quanto riguarda gli esami diagnostici, invece, la regione che garantisce tempi di attesa migliori è il Veneto (97,1%). Sopra al 90% anche Campania (96%), Basilicata (94,6%) e Marche (92,4%). Successivamente si trovano Lazio (89,7%), Toscana (89,6%), Molise (88,6%), Emilia-Romagna (88,3%), Liguria (85,8%), Lombardia (85,5%), Calabria (84,7%), Piemonte (81,7%), Friuli Venezia Giulia (80,4%). Sotto all’80%, infine, si trovano Sardegna (78,3%), Provincia Autonoma di Bolzano (77,2%), Provincia Autonoma di Trento (77%), Sicilia (71,9%), Valle d’Aosta (69,2%), Abruzzo (65,3%), Puglia (63,5%), Umbria (62%).
Last modified: Luglio 22, 2026


