BOLOGNA – Alberto Zanni, candidato sindaco con Una Nuova Bologna, chiede le dimissioni del sindaco Matteo Lepore dopo i disordini che hanno seguito il “momento di raccoglimento” convocato da lepore in seguito alla tragica morte di Abderrahim Fakir. Secondo Zanni, il sindaco ha commesso un grave errore di valutazione istituzionale:
“Un sindaco ha il dovere di amministrare la città e di tutelare la sicurezza dei cittadini, non di alimentare tensioni mentre la magistratura ha già aperto un’indagine. Per esprimere vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir esistevano molti altri modi, io sarei andato personalmente a casa loro per portare il mio cordoglio alla
famiglia, dimostrando la vicinanza dell’istituzione in modo riservato e umano. Allo stesso tempo, mi sarei impegnato affinché le indagini si svolgessero con la massima trasparenza, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. Credo che il sindaco debba unire la comunità, non esporla al rischio di
tensioni in un momento di dolore. Convocare un raduno in un clima di così forte emotività rendeva prevedibile che potesse trasformarsi in una manifestazione di protesta e, di conseguenza, aumentava concretamente il rischio di disordini e tensioni che poi si sono riversati sulle spalle dei bolognesi. Era tutto prevedibile ed è quello che è successo”.
Per il candidato di Una Nuova Bologna, quanto accaduto era prevedibile e le conseguenze ricadranno sull’intera collettività: “La sicurezza dei cittadini e dei residenti che tornando a casa si sono presi dei lacrimogeni in faccia perché la loro casa è in centro. I danni alle auto, il massiccio impiego delle forze dell’ordine e di altri mezzi pubblici, oltre ai costi per il ripristino della sicurezza, son tutti sulle spalle dei cittadini bolognesi. È legittimo chiedersi se tutto questo potesse essere evitato con una maggiore prudenza istituzionale”. Zanni ritiene
inoltre che l’amministrazione abbia privilegiato una logica politica rispetto al ruolo di governo della città: “Ho l’impressione che Bologna venga sempre più spesso utilizzata come laboratorio di battaglie ideologiche, anziché essere amministrata mettendo al centro i bisogni della città. In questi anni abbiamo assistito a una serie di
decisioni che, nel loro insieme, sembrano seguire una direzione ben precisa: partecipazione del sindaco alle celebrazioni del Ramadan, il rafforzamento dello Sportello Antidiscriminazioni con particolare attenzione al contrasto dell’islamofobia, iniziative e percorsi formativi promossi dal Comune su questi temi e, più recentemente, il conferimento della Turrita d’Oro al sindaco di New York noto per determinate posizioni culturali e politiche e molto famoso e influente a livello globale. Queste scelte rispondono davvero alle priorità di Bologna oppure stanno trasformando la città in un terreno di sperimentazione politica e ideologica? A Bologna la comunità musulmana rappresenta una componente importante della città e conta circa 20.000 elettori. Per questo mi chiedo se alcune scelte dell’amministrazione siano realmente orientate all’interesse generale dei bolognesi oppure se rispondano anche alla ricerca di consenso presso specifici segmenti dell’elettorato”.
Poi continua: “Il compito di un sindaco è governare la città, risolvere i problemi, mantenere un clima di fiducia nelle istituzioni e operare affinché tutti i cittadini siano tutelati. Di fronte a una tragedia è giusto che il sindaco si interessi, nel rispetto della vittima e della sua dignità, ma è altrettanto doveroso evitare iniziative che possano contribuire ad alimentare tensioni e divisioni nella comunità esponendo altri cittadini e operatori delle forze dell’ordine a ulteriori rischi per la loro sicurezza e incolumità”. Zanni conclude chiedendo un’assunzione di responsabilità politica: “Per queste ragioni ritengo che Matteo Lepore debba assumersi la responsabilità politica di quanto ha fatto e delle conseguenze, e rassegnare le dimissioni. Bologna non è un trampolino di lancio”.
Last modified: Luglio 22, 2026


