Bologna (venerdì, 4 luglio 2025) — Il futuro del Passante di Bologna è ancora poco certo, ma una cosa appare chiara: l’ampliamento della tangenziale e la messa in sicurezza dei ponti restano al centro del progetto.
di Virginia Spennacchio
Il maxi-intervento, firmato nel 2016, prevedeva l’allargamento di tangenziale e A14 tra l’aeroporto e San Lazzaro, oltre a nuove barriere fonoassorbenti, gallerie foniche e svincoli potenziati. A completare il piano, importanti opere “green”: piste ciclabili, 79 ettari di nuove aree verdi, parchi, migliaia di alberi e innovazioni per ridurre l’inquinamento.
Dopo il vertice al Ministero delle Infrastrutture tra Matteo Salvini, Comune e Regione, il progetto originario — già fermato per via dei forti rincari — è stato sostanzialmente ridimensionato. Il sindaco Matteo Lepore ha parlato di “manutenzione dei ponti e sicurezza come minimo sindacale”, segnalando che il disegno iniziale subirà tagli significativi.
La vicesindaca Emily Clancy, però, ribadisce la necessità delle opere ambientali, considerate “fondamentali” per compensare l’impatto ecologico.
Anche l’assessora regionale Irene Priolo ha confermato che l’ampliamento della tangenziale non è in discussione, perché indispensabile per evitare il blocco del traffico nei prossimi decenni. Ma restano dubbi sui fondi disponibili per completare tutte le opere complementari, come il ponte sul Reno e i nodi viari di Funo e Lungosavena.
Il presidente della Regione, Michele de Pascale, è chiaro: “Niente piani B, vogliamo un progetto concreto, realistico e condiviso con il governo”. Il nodo resta economico: realizzare un Passante sostenibile e utile, senza promesse irrealizzabili.
Last modified: Luglio 4, 2025

