Bologna (domenica, 28 settembre 2025) — Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, ospite del Festival francescano, ha ribadito la necessità di riportare popolazione nel comune capoluogo attraverso nuovi progetti di edilizia sociale nelle aree dismesse. Davanti al pubblico della Cappella Farnese, il primo cittadino ha chiesto un impegno concreto al governo: «Abbiamo diciotto aree tra ex militari ed ex ferroviarie, dopo quindici anni di accordi non è partito ancora nulla. Lo Stato deve fare la sua parte e consegnarcele già bonificate, perché i costi per i Comuni sono troppo alti».
di Virginia Spennacchio
Il confronto si è svolto insieme all’urbanista Elena Granata, collegata da Milano. Lepore ha preso le distanze dal modello del capoluogo lombardo, finito al centro di un’inchiesta su speculazioni edilizie. «Milano è cresciuta verso l’alto, Bologna no. Poi ha scelto di deregolamentare, con affitti oltre i 1.500 euro. Io penso che questo non sia etico. Bologna non è in questa situazione» ha affermato. Granata ha replicato sostenendo che la sfida non riguarda l’altezza dei grattacieli, ma la capacità politica di immaginare la città del futuro, evitando processi di privatizzazione che snaturano i centri storici.
Il sindaco ha difeso le scelte urbanistiche degli ultimi anni, ricordando la decisione di togliere le aree agricole dal piano urbanistico e l’acquisizione di undici ettari dell’ex scalo Ravone, destinati a housing sociale, spazi culturali e un parco. «Non abbiamo puntato su fondi internazionali come Milano, ma sul Pnrr. Quando Ferrovie ha provato a portarci altrove, abbiamo scelto l’esproprio» ha precisato.
Lepore ha poi affrontato altri temi legati alla vivibilità urbana. Portare nuovo verde in centro resta difficile, ma l’amministrazione intende piantare alberi in modo strutturale, andando oltre le soluzioni temporanee già sperimentate. Centrale anche il tema della mobilità: «Il trasporto pubblico deve arrivare a tutti, ma servono più risorse». Infine, un appello a Roma: servono strumenti normativi più efficaci per affrontare questioni come la mala movida, che i sindaci da soli non riescono a gestire.
Last modified: Settembre 28, 2025


