Nonostante la pioggia battente, circa un migliaio di manifestanti si sono radunati oggi in piazza Maggiore per poi partire in corteo lungo le vie del centro. La mobilitazione, promossa da Usb, Osa, Cambiare Rotta e altri collettivi cittadini, è nata in concomitanza con la partita tra Virtus Bologna e Maccabi, contestata dagli organizzatori per ragioni politiche e sociali. Tra cori, striscioni e scenografie simboliche, il corteo ha denunciato le scelte della città in relazione all’evento sportivo e alle misure di sicurezza introdotte.
di Paola Capitanio
Il percorso della manifestazione ha attraversato alcune delle principali arterie del centro: da via Ugo Bassi a via Marconi, fino a piazza dei Martiri e a via Don Minzoni, per poi raggiungere viale Pietramellara, nei pressi della stazione, e concludersi in piazza Otto Agosto. Le autorità hanno monitorato la marcia in particolare nel tratto più sensibile, quello vicino alla zona rossa istituita attorno al Paladozza per garantire il regolare svolgimento della partita. Fin dalle prime fasi, tuttavia, la manifestazione si è svolta senza incidenti di rilievo, pur mantenendo un clima di forte tensione politica.
Tra gli elementi più scenografici della protesta, alcuni palloni da calcio e da basket cosparsi di vernice rossa, posizionati vicino al Crescentone come metafora della critica rivolta agli organizzatori dell’evento sportivo. Al megafono, Federico Serra di Usb ha accusato la città di aver “sacrificato diritti sociali e spazi pubblici” per garantire lo svolgimento della partita, parole che hanno raccolto l’approvazione del corteo.
Striscioni, ombrelli e bandiere hanno colorato la marcia, mentre le voci dei manifestanti si sono alternate a slogan e interventi politici. La pioggia intensa non ha scoraggiato la partecipazione, segno di un dissenso percepito come trasversale dagli organizzatori. Le forze dell’ordine hanno presidiato tutti gli incroci principali, regolando i flussi e permettendo alla manifestazione di procedere secondo il programma stabilito.
La serata si è conclusa senza particolari criticità, mentre la città resta divisa tra esigenze di ordine pubblico, sensibilità politiche e libertà di protesta.
Last modified: Novembre 24, 2025


