Bologna (lunedì, 18 agosto 2025) — Le indagini sulla brutale aggressione avvenuta lo scorso maggio al parco della Montagnola hanno portato a una prima svolta: tre persone sono finite in carcere con l’accusa di tentato omicidio, mentre altre cinque risultano tuttora irreperibili.
di Virginia Spennacchio
Quel giorno un ventenne tunisino era stato accerchiato e pestato da un gruppo di almeno dieci uomini, che lo avevano colpito con calci, pugni e un coltello, lasciandolo gravemente ferito. In base alle prime ricostruzioni, il giovane non conosceva gli aggressori: sarebbe stato scambiato per un’altra persona – un connazionale accusato di aver truffato il gruppo durante una compravendita di droga.
Le indagini della Squadra Mobile non sono state semplici perché nella zona in cui si è consumata l’aggressione non sono presenti telecamere. Gli investigatori hanno quindi ricostruito i movimenti dei sospettati partendo da immagini successive, come quelle della stazione ferroviaria e di un treno diretto a Modena. Proprio l’analisi dei filmati ha permesso di individuare alcuni particolari cruciali: su uno dei sospetti compariva un tatuaggio a forma di kalashnikov sul collo, dettaglio che ha consentito di risalire a un profilo social e, da lì, agli altri componenti del gruppo.
Un ulteriore passo avanti è arrivato grazie a un video postato poco dopo l’aggressione, in cui gli indagati compaiono tutti insieme all’interno di un parco di Modena. Quel video, assieme al riconoscimento di alcuni volti già noti alle forze dell’ordine, ha permesso di identificare otto cittadini pakistani ritenuti responsabili dell’agguato.
Il gip, accogliendo la richiesta della procura, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per tutti e otto. Tre sono già stati rintracciati e portati in carcere a Macerata e Piacenza. Le ricerche proseguono per rintracciare gli altri cinque e identificare gli ultimi due membri del gruppo, che restano ancora senza nome.
La Squadra Mobile, intanto, continua a monitorare i profili social degli indagati e i possibili contatti nelle province limitrofe, convinta che il resto del gruppo possa trovarsi ancora in Emilia.
Last modified: Agosto 18, 2025


