Bologna (domenica, 20 luglio 2025) — A Bologna mancano circa un centinaio di conducenti di autobus. A lanciare l’allarme è la Filt-Cgil, che denuncia condizioni di lavoro sempre più difficili: turni pesanti, scarsa conciliazione con la vita privata e stipendi non adeguati. Un quadro critico che spinge molti lavoratori a lasciare il settore e rende complicato trovare nuovi candidati.
di Virginia Spennacchio
Secondo Duccio Calzolari, rappresentante sindacale, la situazione è figlia anche della carenza di fondi a livello nazionale: mancherebbero circa 800 milioni al fondo per il trasporto pubblico. A Bologna, nonostante le assunzioni programmate da Tper – circa 150 l’anno – tra dimissioni e pensionamenti il personale continua a essere insufficiente. Chi resta, sottolinea il sindacato, è spesso sovraccarico: gli autisti accumulano regolarmente mezz’ora o più di straordinario al giorno, anche a causa dei frequenti cantieri che rallentano le corse.
Tper, l’azienda dei trasporti dell’Emilia-Romagna, ha messo in campo alcune strategie per contrastare il fenomeno. Il direttore Paolo Paolillo spiega che nel 2024 sono stati assunti 181 nuovi autisti, di cui 161 a Bologna. Nei primi sei mesi del 2025 se ne sono aggiunti altri 97. Una parte significativa arriva dai corsi gratuiti organizzati in collaborazione con Fondazione Aldini Valeriani e il progetto “Insieme per il lavoro”. Dal 2023 ad oggi, questi percorsi formativi hanno portato all’assunzione di 77 persone, molte delle quali erano disoccupate o avevano un impiego precario.
Il corso, che include lezioni teoriche e guida pratica, consente di ottenere la patente e la CQC, il certificato necessario per condurre autobus. Per la nuova edizione, le domande si sono chiuse il 30 giugno: su 240 candidati, un centinaio ha già sostenuto il colloquio. I posti disponibili saranno circa 20-25.
Per rendere la proposta più accessibile, Tper ha attivato anche un piano abitativo per i neoassunti: vengono messi a disposizione 20 mini alloggi a prezzo calmierato, per un totale di circa 40 posti letto, destinati a chi si trasferisce da fuori città. Un’iniziativa pensata per aiutare i nuovi autisti a stabilirsi a Bologna durante il primo anno di contratto.
Il bacino dei candidati, racconta Paolillo, è molto vario: ci sono giovani alle prime esperienze lavorative e persone adulte in cerca di ricollocamento, accomunate dalla volontà di rimettersi in gioco. E grazie al supporto offerto, l’abbandono del corso è piuttosto raro. L’obiettivo di Tper è chiaro: rendere di nuovo appetibile un mestiere che oggi appare sempre più difficile da sostenere.
Last modified: Luglio 20, 2025

