Scritto da 11:38 am Bologna, Cronaca, Top News

Cavallari, dopo l’evasione: soldi, identità false e un cellulare acceso al momento giusto, le indagini si allargano

Bologna (domenica, 20 luglio 2025) – Soldi, contatti e una rete di fiancheggiatori ben organizzata: è attorno a questi elementi che ruotano le indagini sull’evasione di Andrea Cavallari, il 26enne modenese coinvolto nella strage della Lanterna Azzurra di Corinaldo e arrestato nei giorni scorsi a Lloret de Mar, in Spagna.

di Virginia Spennacchio

Cavallari, detenuto alla Dozza, aveva ottenuto un permesso per sostenere la discussione della tesi di laurea a Bologna. Il 3 luglio è uscito dal carcere senza scorta, come previsto dalla misura concessa dal magistrato di sorveglianza. Da quel momento si è reso irreperibile, dando il via a una fuga che, secondo gli inquirenti, era pianificata nei minimi dettagli.

Il primo indizio concreto è arrivato dal suo telefono cellulare, attivato proprio nel momento in cui ha lasciato la struttura penitenziaria. Gli investigatori della polizia penitenziaria, con il supporto delle unità specializzate del Nir e del Nic, hanno isolato l’utenza analizzando migliaia di connessioni alle celle telefoniche della città. Questo ha permesso di ricostruire i suoi spostamenti iniziali e di avviare la caccia all’uomo.

Altro elemento fondamentale è il denaro. Cavallari disponeva di una carta di credito con cui ha pagato trasferte, alberghi, ristoranti e acquisti, viaggiando tra Milano, Nizza e infine la Spagna. La carta risulta intestata a una ragazza residente nel Nord Italia, al momento ritenuta estranea, ma sulla cui identità sono in corso verifiche. Non si esclude un caso di furto d’identità.

Gli inquirenti sospettano che i fondi usati nella fuga possano provenire da attività illecite avvenute anche all’interno del carcere, come un possibile giro di spaccio. Si ipotizza che Cavallari avesse accesso a un vero e proprio “tesoretto” accumulato prima dell’evasione.

La Procura ha aperto un’inchiesta per favoreggiamento. Almeno due persone sono già state individuate, ma si ritiene che la rete dei complici sia più ampia. Resta da chiarire anche chi gli abbia consegnato il telefono il giorno dell’evasione, un dettaglio ritenuto chiave per smascherare i suoi aiutanti.

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Last modified: Luglio 20, 2025
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