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Monteveglio, scoperti due bracconieri armati di silenziatori e visori notturni

Valsamoggia (giovedì, 2 ottobre 2025) — Nella notte del 30 settembre gli agenti della polizia locale metropolitana hanno interrotto un’attività di bracconaggio nella zona di Montebudello, a Monteveglio, nel Comune di Valsamoggia. Due uomini italiani, di 65 e 45 anni, sono stati denunciati per una lunga serie di reati legati alla caccia illegale, dopo essere stati sorpresi ad abbattere cinghiali con armi modificate e vietate dalla legge.

di Virginia Spennacchio

L’indagine è partita a metà settembre, quando i cittadini e la guardia del Parco regionale dell’Abbazia di Monteveglio hanno segnalato la presenza sospetta di un veicolo che, di notte, si muoveva nelle aree protette e nelle zone di caccia autorizzate. Le segnalazioni parlavano anche di colpi d’arma da fuoco attutiti, compatibili con l’uso di silenziatori, e di appostamenti dotati di visori termici, strumenti che permettono di individuare gli animali al buio.

Dopo diversi servizi di controllo, gli agenti hanno individuato e fermato i due bracconieri mentre si trovavano in piena azione. Al momento del fermo, avevano appena ucciso un cinghiale utilizzando una carabina dotata di silenziatore e di visore termico. In base alla normativa italiana, il silenziatore è classificato come parte di arma da guerra, rendendo così ancora più gravi le accuse a carico dei due.

Le perquisizioni hanno portato al sequestro dell’animale abbattuto, di un ulteriore silenziatore e di un secondo visore termico. La lista dei reati contestati è lunga: porto abusivo di parte di armi da guerra, alterazione di arma da fuoco, caccia con mezzi non consentiti e violazione del giorno di silenzio venatorio, che impone il divieto di caccia in determinate giornate stabilite dal calendario venatorio.

La polizia locale ha inoltre avanzato la richiesta di sospensione delle licenze di caccia dei due uomini, sottolineando la gravità della condotta che non solo viola le leggi sulla caccia, ma mette anche a rischio l’equilibrio ambientale e la sicurezza del territorio. L’episodio conferma la necessità di controlli serrati nelle aree protette e nelle zone a forte presenza di fauna selvatica, per contrastare un fenomeno che, nonostante i divieti e le sanzioni, continua a registrarsi nelle campagne del bolognese.

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Last modified: Ottobre 2, 2025
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