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Processo Stefani, arma carica e silenzi: le parole che inchiodano Gualandi

Bologna (martedì, 8 luglio 2025) — Al processo per l’omicidio di Sofia Stefani, davanti alla Corte d’Assise di Bologna, emergono nuovi dettagli che potrebbero pesare molto nella valutazione dei giudici. Protagonista dell’ultima udienza è stato il colonnello Claudio Gallù, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri, che ha ricostruito alcuni aspetti cruciali della vicenda.

di Virginia Spennacchio

Secondo Gallù, la pistola usata da Giampiero Gualandi il 16 maggio 2024 — giorno dell’omicidio — era pronta a sparare anche dopo il primo colpo. Non solo: l’arma è rimasta carica fino alla sera senza che Gualandi avvertisse nessuno, un dettaglio che per l’accusa conferma la volontarietà dell’atto. “Era un’arma pronta a sparare”, ha spiegato il colonnello, aggiungendo che dopo il primo colpo un secondo proiettile era già incamerato.

L’accusa sostiene che si sia trattato di un omicidio volontario aggravato da futili motivi e dal legame affettivo con la vittima. Gualandi, ex comandante della polizia locale di Anzola dell’Emilia, invece continua a difendersi dicendo che il colpo sarebbe partito per sbaglio, durante una colluttazione.

Un altro punto importante affrontato durante l’udienza riguarda le chat WhatsApp tra Gualandi e Stefani. Durante un colloquio in carcere con la moglie, Gualandi avrebbe detto di non preoccuparsi delle conversazioni, convinto che non sarebbero state recuperabili. Ma in realtà i messaggi sono stati recuperati dal cellulare di Sofia, fornendo agli inquirenti nuovi elementi sulla relazione e sul contesto che ha portato all’omicidio.

Gualandi, che oggi ha 63 anni, non era presente in aula. Dopo un periodo ai domiciliari, è tornato in carcere su decisione della Cassazione, che ha accolto il ricorso della Procura contro la precedente scarcerazione.

Intanto il processo va avanti, con altre testimonianze e la ricostruzione dettagliata delle ore precedenti e successive al delitto. Un caso che continua a scuotere la comunità, lasciando emergere, udienza dopo udienza, una storia complessa e dolorosa.

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Last modified: Luglio 8, 2025
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