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Ex caserme a Bologna: il punto sui progetti di rigenerazione

Bologna (lunedì, 7 luglio 2025) — A Bologna si sta portando avanti un grande progetto di trasformazione urbana che coinvolge molte ex caserme, spazi rimasti inutilizzati per anni e che ora stanno rinascendo con nuove funzioni sociali, culturali e abitative.

di Virginia Spennacchio

Tra queste, l’ex caserma Stamoto in viale Felsina è sicuramente quella che ha acceso di più il dibattito. Recentemente, infatti, si è aperto un acceso confronto tra Comune e Governo. Tutto è partito dalle accuse del sottosegretario al Mef, Lucia Albano, che ha puntato il dito contro il Comune, accusandolo di non aver fatto abbastanza per sbloccare la situazione e di non aver ancora firmato l’accordo necessario per restituire l’immobile al Demanio.

Non si è fatta attendere la risposta dell’assessore all’Urbanistica, Raffaele Laudani, che ha chiarito come il Comune abbia già inviato da mesi una bozza di accordo e sia semplicemente in attesa della versione definitiva con le integrazioni richieste. Anzi, Laudani ha ribadito che se il Governo vuole davvero dare una mano concreta, ben venga, ma che altrimenti “il resto sono solo chiacchiere”.

Un punto critico riguarda la bonifica ambientale: l’ex Stamoto, infatti, è inquinata e non può essere utilizzata finché non saranno completate analisi e lavori di risanamento. Solo dopo si potrà pensare a usi temporanei come un parcheggio, che sarebbe molto utile per i residenti della zona.

Ma l’ex Stamoto è solo uno dei tasselli di un piano molto più ampio. L’ex caserma Staveco, per esempio, diventerà il cuore della nuova cittadella della giustizia: qui troveranno spazio tribunali, un grande parco, parcheggi e anche alcune sedi ambulatoriali dell’ospedale Rizzoli.

C’è poi l’ex caserma Perotti, in via Marx, che avrà una doppia vita: ospiterà la nuova sede dell’Agenzia delle Entrate e, grazie al programma internazionale Reinventing Cities, vedrà nascere un parco, abitazioni e uno studentato.

Non mancano progetti anche per altre ex aree militari. Alla ex caserma Masini, per esempio, oggi c’è un vivaio urbano con oltre 200 piante, mentre alla Boldrini si stanno studiando usi temporanei in attesa che diventi parte della cittadella giudiziaria.

Le ex caserme Sani e Mazzoni sono invece al centro di progetti per realizzare alloggi di edilizia sociale, social housing, aree verdi e spazi commerciali, grazie alla collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti.

Infine, un altro progetto molto atteso riguarda i Prati di Caprara: la parte est resterà un bosco urbano, mentre la parte ovest sarà destinata a nuove costruzioni.

In sintesi, Bologna sta davvero cambiando volto, trasformando vecchie aree militari in pezzi di città vivi e utili alla comunità. Un processo non privo di ostacoli e tensioni politiche, ma che promette di restituire alla città spazi preziosi.

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Last modified: Luglio 7, 2025
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