Scritto da 5:23 pm Bologna, Attualità, Top News

Studenti bolognesi sempre più attratti da atenei fuori città: cresce l’interesse per Ferrara e Forlì-Cesena

Bologna (lunedì, 25 agosto 2025) — Negli ultimi dieci anni il legame tra gli studenti bolognesi e la loro città sembra essersi allentato. Se un tempo la grande maggioranza dei diplomati sceglieva di restare sotto le Due Torri per iscriversi all’università, oggi la tendenza appare in netto calo. Secondo l’osservatorio Talents Venture, che ha analizzato i dati del Miur relativi al periodo compreso tra l’anno accademico 2014-2015 e quello 2023-2024, la percentuale di ragazzi residenti a Bologna che hanno deciso di immatricolarsi nello storico ateneo cittadino è scesa dal 74 al 62%.

di Virginia Spennacchio

A guadagnarne sono state soprattutto le città vicine, più piccole ma sempre più dinamiche sul piano formativo. Ferrara, in particolare, ha registrato un incremento significativo: in dieci anni il numero di studenti provenienti da Bologna è quasi triplicato, superando quota cinquecento. Anche la provincia di Forlì-Cesena ha visto crescere il flusso in arrivo dal capoluogo, con un passaggio dal 5 all’8% del totale. Le discipline più scelte riguardano i corsi di economia, medicina e area sanitaria, che si confermano tra i principali poli di attrazione.

Questa mobilità non è un fenomeno isolato. Secondo gli analisti di Talents Venture, Bologna rappresenta un caso emblematico ma non unico: un calo della cosiddetta “fedeltà territoriale” si riscontra anche a Milano e a Torino, mentre sembra meno accentuato nelle grandi città del Centro-Sud come Roma e Napoli. La riduzione di iscrizioni locali non significa però che l’Università di Bologna abbia perso centralità. Rimane infatti una delle istituzioni accademiche più importanti a livello nazionale e internazionale. Piuttosto, accade che l’offerta formativa di altri atenei riesca a intercettare meglio le esigenze di specifici gruppi di studenti.

Ferrara, ad esempio, ha puntato molto su politiche di attrattività e su una proposta variegata che, nel solo anno accademico 2023-2024, contava ben 76 corsi attivi. Parma ha investito sul settore alimentare, mentre Forlì e Cesena ospitano corsi decentrati dell’Università di Bologna, come interpretariato e psicologia, che alleggeriscono la pressione sul centro storico e al tempo stesso offrono opportunità di studio in sedi meno costose e più vivibili.

Il costo della vita resta infatti un fattore determinante: gli studenti valutano con attenzione non solo la qualità didattica, ma anche la sostenibilità economica e logistica della città in cui andranno a vivere. È questo equilibrio, fra possibilità di formazione e condizioni di vita più accessibili, a spingere sempre più giovani bolognesi a guardare oltre i confini della propria città.

Condividi la notizia:
Last modified: Agosto 25, 2025
Close