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Badanti in Emilia-Romagna: boom di richieste, costi in crescita e ritorno al lavoro “grigio”

Bologna (lunedì, 25 agosto 2025) — Con la fine delle vacanze estive non rientrano soltanto gli studenti e i lavoratori dalle ferie, ma anche tante assistenti alla persona che hanno approfittato di qualche settimana di pausa per tornare nei loro Paesi d’origine e riabbracciare la famiglia. Una categoria silenziosa, ma fondamentale, quella delle badanti, che in Emilia-Romagna rappresenta ormai un pilastro dell’assistenza agli anziani. Secondo il rapporto elaborato dal Censis per Assindatcolf, nel 2023 la regione è risultata la seconda in Italia per numero di contratti regolari: quasi 44.500 lavoratrici impiegate, un dato che conferma l’importanza crescente di questo settore.

di Virginia Spennacchio

A Bologna la domanda resta altissima, ma il quadro sta cambiando. La presidente provinciale delle Acli, Chiara Pazzaglia, spiega che tra città e provincia l’associazione gestisce ogni anno circa 3.500 contratti, l’80% dei quali riguarda proprio le badanti. Rispetto agli anni passati, tuttavia, il numero di assunzioni regolari è diminuito. Il motivo principale è il costo: se fino a due anni fa una famiglia spendeva intorno ai 1.450 euro lordi al mese, oggi il compenso medio ha superato i 1.600. Una spesa che molte famiglie faticano a sostenere e che ha riportato in auge forme contrattuali ibride, a metà tra il regolare e il sommerso, quello che viene definito “grigio”.

Parallelamente, le lavoratrici hanno acquisito maggiore consapevolezza dei propri diritti. I corsi di formazione organizzati da sindacati e associazioni hanno contribuito a rafforzare la loro posizione contrattuale: chi ha esperienza e referenze oggi sa di poter chiedere condizioni migliori, come il rispetto delle pause e dei giorni liberi, un tempo facilmente contrattabili in cambio di piccole somme extra. Ora, invece, il tempo libero viene rivendicato e utilizzato.

Negli ultimi anni sono cambiate anche le modalità di sostituzione e reclutamento. Sempre più spesso le famiglie, quando una badante decide di assentarsi per settimane, si affidano al passaparola o a contatti su Facebook. Gruppi e annunci online, però, sono irregolari: la legge prevede che l’intermediazione lavorativa sia gestita solo da enti accreditati. Questo espediente rischia di alimentare il lavoro nero e, in alcuni casi, forme di caporalato, con badanti più esperte che reclutano connazionali e trattengono una percentuale del loro stipendio.

Quanto alle nazionalità, la maggior parte delle assistenti proviene ancora dall’Est Europa, ma negli ultimi anni è aumentata la presenza africana. Nonostante i progressi nei corsi di lingua e formazione, molti anziani faticano ad accettarle per motivi culturali e di pregiudizio. Un paradosso, perché spesso proprio queste lavoratrici mostrano una preparazione più solida e una forte motivazione, ma si scontrano con diffidenze difficili da superare.

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Last modified: Agosto 25, 2025
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