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Yoox, a rischio oltre duecento posti di lavoro: la testimonianza di una dipendente

Bologna (domenica, 7 settembre 2025) — Il piano di ridimensionamento annunciato da Yoox-Net-a-Porter, colosso dell’e-commerce, prevede 211 licenziamenti in Italia e colpisce duramente lo stabilimento di Bentivoglio, nel Bolognese, dove 134 lavoratori su 403 rischiano di perdere l’occupazione. Una situazione che ha gettato nello sconforto centinaia di famiglie, molte delle quali vedono entrambi i coniugi impiegati all’interno della stessa azienda.

di Virginia Spennacchio

Tra i dipendenti più colpiti dalla notizia c’è Milena Tamburini, 57 anni, da quindici al servizio dell’impresa e rappresentante sindacale Cisl. Per lei non è la prima esperienza di incertezza: in passato aveva già affrontato il passaggio da una cooperativa esterna all’assunzione diretta in Yoox, con conseguenti selezioni che avevano escluso una parte dei colleghi. Ora, a pochi anni dalla pensione, si trova di fronte alla prospettiva concreta di restare senza lavoro in un’età considerata critica per ricollocarsi.

Secondo i dipendenti, il clima aziendale si è fatto pesante negli ultimi mesi. A maggio la nuova proprietà, subentrata con Mytheresa, aveva organizzato un incontro conviviale presentandosi come intenzionata a rilanciare la società nonostante le perdite. Quelle promesse si sono però rivelate effimere: le richieste di ulteriori confronti non hanno trovato risposte, fino all’arrivo della comunicazione ufficiale dei tagli.

Le incertezze riguardano anche i criteri di selezione dei lavoratori in esubero, descritti come poco chiari e difficili da interpretare. In alcuni casi i nomi sembrano facilmente individuabili, ma in altri reparti regna la confusione. I dipendenti temono che l’età, le condizioni fisiche o le limitazioni derivanti da anni di mansioni ripetitive possano pesare sulle scelte finali.

Il reparto di imbustaggio, dove Tamburini lavora al controllo e confezionamento dei prodotti prima della spedizione, non è immune da possibili tagli. Qui, come altrove, il senso di precarietà è forte e diffuso. Molti si chiedono se convenga resistere o accettare l’idea di un futuro altrove, consapevoli che l’azienda, di proprietà tedesca, potrebbe trasferire attività in altri stabilimenti.

Oltre alla perdita di posti di lavoro, a preoccupare è anche l’assenza di ammortizzatori sociali o incentivi, esclusi dalla dirigenza. Il territorio rischia di subire un contraccolpo rilevante: intere famiglie hanno costruito la propria vita attorno a questa realtà produttiva, considerata fino a poco tempo fa solida e stabile. Per molti la decisione rappresenta un brusco risveglio da quella che sembrava una certezza destinata a durare

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Last modified: Settembre 7, 2025
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