Scritto da 5:53 pm Bologna, Attualità, Politica

Bologna si svuota. Per Alberto Zanni, anni di politiche abitative sbagliate l’hanno ridotta ad una scenografia coi portici

BOLOGNA – “Bologna rischia di diventare una scenografia coi portici, più che una città vissuta afferma Alberto Zanni, presidente di Confabitare e candidato sindaco con Una Nuova Bologna -. Mentre si moltiplicano gli eventi i residenti scappano, non per i prezzi, o non solo, ma soprattutto perché la città è diventata invivibile perché insicura e degradata. E’ evidente che qualcosa nelle politiche abitative degli ultimi vent’anni non ha funzionato e la città non riesce a trattenere i residenti”.

Zanni è chiaro: “Le persone sono esasperate. In centro non c’è parcheggio, i negozi sotto casa chiudono e per strada si scontrano con un degrado che non viene affrontato adeguatamente. A queste condizioni è normale che una famiglia, soprattutto se ha dei minori a carico, scelga di spostarsi nei comuni limitrofi”.

Non è solo percezione, continua Zanni: “in alcune zone, come via Parigi e traverse, il consumo di droga a cielo aperto è segnalato da anni dai residenti, i bambini camminano su zerbini di siringhe e benché la situazione sia nota e ripetutamente denunciata non è cambiato nulla”. Le parole del cardinale Matteo Maria Zuppi fotografano una realtà in cui i preti vanno a benedire le case e queste sono vuote, dove non ci sono bambini che vanno al catechismo.

Alla luce della situazione in cui versa il centro storico, il problema appare evidentemente sociale e politico prima ancora che spirituale. Noi vogliamo risolvere questo problema rimettendo sul mercato almeno 9.000 dei 16.000 appartamenti oggi non occupati, incentivare la residenza stabile, rafforzare le politiche di contrasto al degrado tutelando le famiglie e promuovendo il recupero delle persone senza dimora o con problemi di droga che usano le strade del centro. Vogliamo sostenere il commercio di vicinato e riportare presidio urbano reale. Per fare questo abbiamo un progetto che siamo in grado di mettere a terra”.

Poi c’è il dato economico: “Le persone non vogliono pagare di più per stare peggio. L’Osservatorio Immobiliare Confabitare evidenzia un divario strutturale del centro di Bologna con l’hinterland – continua Zanni -. Nei comuni limitrofi il costo delle case è più contenuto e la vita quotidiana è meno complessa”.

Nel centro storico di Bologna il prezzo medio richiesto è di circa €4.600 al metro quadro, mentre nel complesso del comune di Bologna il prezzo medio si attesta a circa €3.700 al metro quadro per le abitazioni in vendita. A Calderara di Reno il nuovo si attesta intorno ai 3.060 euro al metro quadro, 2.000 da ristrutturare. Anzola è intorno ai 3.310, San Giovanni in Persiceto 3.190, Monte San Pietro e Sasso Marconi 3.500, Castel Maggiore 3.560. Prezzi più accessibili, servizi di prossimità presenti, minore pressione urbana. La scelta di spostarsi diventa comprensibile. “Il centro perde abitanti – conclude Zanni – perché le politiche abitative non sono efficaci, non da oggi, ma da tanto tempo. Bisogna rimettere le politiche abitative al centro per migliorare anche tutto il resto, dalla sicurezza ai trasporti”.

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Last modified: Marzo 9, 2026
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