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Dazi Usa, l’Emilia-Romagna teme l’impatto: a rischio automotive, meccanica e agroalimentare

Bologna (lunedì, 28 luglio 2025) – La recente intesa tra Stati Uniti e Unione Europea sull’introduzione di nuovi dazi preoccupa profondamente l’Emilia-Romagna. A lanciare l’allarme è il presidente della Regione, Michele de Pascale, che definisce l’accordo “asimmetrico e penalizzante”, paventando serie conseguenze per l’economia locale, in particolare per il settore manifatturiero.

di Virginia Spennacchio

Nel 2024 la regione ha esportato verso il mercato statunitense merci per un valore complessivo di circa 10,5 miliardi di euro, rappresentando il 12,5% del proprio export totale e il 16,2% dell’export italiano destinato agli Usa. Questi dati collocano l’Emilia-Romagna al secondo posto a livello nazionale, dietro solo alla Lombardia e davanti a Toscana e Veneto. Coinvolte in questo flusso commerciale sono oltre 6.000 imprese, attive principalmente nei comparti dell’automotive, della meccanica industriale e dell’agroalimentare.

Le esportazioni di veicoli e componenti per i trasporti rappresentano la fetta più consistente, con circa 3,3 miliardi di euro, seguiti da macchinari industriali (3,1 miliardi), alimentari e bevande (quasi 1 miliardo) e prodotti farmaceutici (circa 650 milioni).

De Pascale esprime forte preoccupazione per l’impatto che queste nuove misure tariffarie potrebbero avere sull’occupazione e sulla competitività delle imprese. “Non possiamo condividere l’entusiasmo mostrato da Bruxelles e Roma per un accordo che rischia di tradursi in una vera e propria supertassa sui nostri prodotti”, afferma il presidente, che auspica un intervento concreto da parte del governo italiano per attutire il colpo sulle aziende più esposte.

La Regione, assicura De Pascale, è pronta a mettere in campo tutti gli strumenti necessari per difendere l’industria emiliano-romagnola. “Il nostro sistema produttivo è sano e interconnesso con il mercato americano. Saremo al fianco delle imprese per affrontare questa nuova sfida che rischia di mettere in difficoltà interi comparti strategici dell’economia regionale”, conclude.

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Last modified: Luglio 28, 2025
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